Secchezza vaginale in menopausa: cause e soluzioni

Ginecologia – Secchezza vaginale in menopausa: perché accade e cosa si può fare.

La secchezza vaginale è uno dei disturbi più comuni in menopausa, eppure resta uno dei meno discussi. Riguarda la maggior parte delle donne in questa fase della vita, ma spesso le pazienti non ne parlano con il proprio ginecologo, convinte che sia un disagio “normale” da accettare in silenzio. In realtà, grazie allo studio scientifico e all’evoluzione medica, oggi esistono soluzioni efficaci per affrontarla. Ne abbiamo parlato con il dott. Giovanni Buzzaccarini, Ginecologo specialista in Ginecologia Rigenerativa, Funzionale ed Estetica di CMO Milano.

Perché la menopausa causa secchezza vaginale.
Con la menopausa, la produzione di estrogeni da parte delle ovaie si riduce progressivamente. Gli estrogeni sono responsabili, tra le altre cose, del mantenimento dell’elasticità, dell’idratazione e dello spessore dei tessuti vaginali. Quando il loro livello cala, le pareti vaginali diventano più sottili, meno elastiche e meno lubrificate: una condizione nota come atrofia vulvo-vaginale
Questo cambiamento non riguarda solo la lubrificazione: può comportare anche bruciore, prurito, maggiore sensibilità a piccole irritazioni e, in alcuni casi, un aumento della frequenza di cistiti.

I sintomi più comuni.
Non tutte le donne manifestano gli stessi sintomi con la stessa intensità: la menopausa è un percorso individuale, e anche il momento in cui questi disturbi compaiono può variare molto da persona a persona. Mediamente, i sintomi maggiormente riconoscibili sono:

– Secchezza vaginale persistente, non legata solo al momento del rapporto
– Bruciore o prurito intimo
– Fastidio durante i rapporti sessuali (dispareunia)
– Maggiore sensibilità a detergenti o indumenti
– Cistiti ricorrenti

Perché è importante parlarne.
La secchezza vaginale non è solo un fastidio fisico: quando non viene affrontata nel modo corretto, può incidere sulla qualità della vita quotidiana e sulla serenità nei rapporti di coppia. Parlarne con uno specialista è il primo passo per smettere di conviverci in silenzio e individuare la soluzione più adatta alla propria condizione.

Cosa si può fare: le soluzioni disponibili.
Non tutte le donne possono o vogliono ricorrere a una terapia ormonale sostitutiva. Per questo, accanto alle terapie ormonali locali prescritte dal ginecologo, la ginecologia rigenerativa offre un percorso complementare o alternativo, pensato anche per chi non può assumere terapie a base di estrogeni.

Tra gli strumenti utilizzati:
– PRP ginecologico, che sfrutta il potenziale rigenerativo delle piastrine del proprio sangue per stimolare i tessuti
– Biostimolazione con acido ialuronico o filler autologo (ottenuto da PRP), per migliorare l’idratazione dei tessuti vaginali
– Biostimolazione con polinucleotidi o peptidi, per sostenere la rigenerazione tissutale

Si tratta di trattamenti ambulatoriali, generalmente ben tollerati e senza tempi di recupero significativi. Il numero di sedute necessarie varia in base al percorso individuato dallo specialista, generalmente da 1 a 6.

Un percorso che parte sempre da una visita.
Prima di qualsiasi trattamento, è sempre necessaria una visita specialistica di ginecologia funzionale e rigenerativa, durante la quale lo specialista valuta la condizione specifica e costruisce un percorso personalizzato. Non esiste una soluzione uguale per tutte: l’obiettivo è individuare quella più adatta alla singola paziente.

Non è un disturbo da sottovalutare.
Se la secchezza vaginale sta influendo sul tuo benessere quotidiano o sulla tua vita di coppia, non è necessario conviverci. È una condizione comune ma affrontabile e migliorabile, per la quale la ginecologia rigenerativa può offrire un supporto concreto, anche quando le terapie ormonali non sono un’opzione percorribile.

N.B. I risultati possono variare da persona a persona. Ogni trattamento prevede sempre una visita medica di valutazione preliminare.

Prenota una visita di ginecologia funzionale e rigenerativa al CMO Milano con il dott. Giovanni Buzzaccarini, cliccando sul tasto “prenota”.