Medicina Estetica — Al rientro dalle vacanze succede a molte persone: l’abbronzatura passa, la stanchezza torna e il viso perde il colorito disteso e luminoso dell’estate. In questo periodo una delle domande che la dott.ssa Giulia Astolfi, medico estetico del Centro Medico Odescalchi, riceve più spesso è: “Per rivitalizzare la mia pelle, meglio il PRP, i polinucleotidi o gli esosomi?”.
La risposta breve è che non sono alternative da mettere in classifica. Sono trattamenti che agiscono in modo diverso e che possono anche far parte dello stesso percorso. Quale usare, e in quale combinazione, dipende dalla pelle e dalle caratteristiche della singola persona.
PRP, polinucleotidi, esosomi e peeling: come agiscono
PRP
Il PRP (plasma ricco di piastrine) si ottiene da un piccolo prelievo di sangue del paziente, che viene centrifugato per concentrare le piastrine. È quindi un trattamento autologo: si utilizzano i fattori di crescita contenuti nelle piastrine della persona stessa, reintrodotti nella pelle con microiniezioni o associati al microneedling. Si usa soprattutto per migliorare la qualità e la texture della pelle. Maggiori dettagli nella pagina dedicata al PRP per il viso.
Polinucleotidi
I polinucleotidi sono frammenti di DNA purificati, di origine ittica e altamente biocompatibili, che si iniettano nel derma. A differenza del PRP non derivano dal paziente: sono un prodotto pronto all’uso. Sostengono i processi di riparazione dei tessuti e l’idratazione della pelle, e vengono impiegati in particolare sulle pelli sottili, disidratate o affaticate.
Esosomi
Gli esosomi sono piccole vescicole con cui le cellule si scambiano segnali. In medicina estetica si applicano sulla pelle, in genere dopo il microneedling, che ne favorisce la penetrazione. È un ambito in cui la ricerca è ancora in evoluzione: trovi di più nella pagina sugli esosomi.
Peeling
Il peeling agisce in superficie: un’esfoliazione chimica controllata rinnova gli strati più esterni della pelle e aiuta a uniformare il colorito. Al CMO si utilizzano diversi peeling chimici, scelti in base al tipo di pelle. Quando le macchie sono più marcate si valutano anche tecnologie dedicate, come il laser per la rimozione delle macchie.
In sintesi:
| Trattamento | Da dove viene | Come si esegue | Su cosa lavora |
|---|---|---|---|
| PRP | Sangue del paziente | Microiniezioni o microneedling | Qualità e texture della pelle |
| Polinucleotidi | Prodotto biocompatibile di origine ittica | Microiniezioni nel derma | Idratazione e riparazione dei tessuti |
| Esosomi | Prodotto a base di vescicole extracellulari | Applicazione dopo microneedling | Supporto alla rigenerazione cutanea |
| Peeling | Soluzioni esfolianti | Applicazione sulla pelle | Superficie e uniformità del colorito |
Perché non esiste un trattamento migliore degli altri
Nel video la dott.ssa Astolfi lo dice in modo semplice: ogni pelle è diversa da tutte le altre, e per questo non può esistere una soluzione uguale per tutti. Due persone con lo stesso problema apparente, un colorito spento e qualche macchia comparsa in estate, possono avere esigenze molto diverse: una pelle che ha bisogno soprattutto di rinnovare la superficie, un’altra che prima deve recuperare idratazione e spessore.
Per questo non si parte da una ricetta uguale per tutti, ma da un metodo: prima si valuta la pelle, poi si sceglie se usare un solo trattamento o combinarne più di uno, in quale ordine e con quali intervalli.
Come si decide la combinazione
Il metodo della dott.ssa Giulia Astolfi parte sempre da una visita e da un’analisi 3D della pelle del viso, che permette di valutare con più precisione aspetti come la distribuzione delle macchie, l’uniformità del colorito e la texture. Sulla base di questi elementi il medico propone il programma: i trattamenti indicati, la loro sequenza, il numero di sedute e i controlli.
Al CMO Milano – Centro Medico Odescalchi – la medicina estetica e la medicina rigenerativa fanno parte della stessa clinica: questo permette di coordinare in un unico programma trattamenti di natura diversa, come quelli descritti in questo articolo.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra PRP e polinucleotidi?
Il PRP è un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente, quindi autologo. I polinucleotidi sono invece un prodotto biocompatibile pronto all’uso, a base di frammenti di DNA purificati. Entrambi si utilizzano per migliorare la qualità della pelle, ma con meccanismi diversi, e la scelta dipende dalle caratteristiche della pelle da trattare.
Gli esosomi sostituiscono il PRP?
No, non sono intercambiabili. Il PRP utilizza i fattori di crescita delle piastrine del paziente, mentre gli esosomi sono un prodotto che si applica sulla pelle, in genere dopo il microneedling. In alcuni casi possono far parte dello stesso percorso: lo valuta il medico dopo la visita.
Si possono associare PRP, polinucleotidi, esosomi e peeling?
Sì, quando le indicazioni lo consentono. La sequenza e gli intervalli fra i trattamenti si stabiliscono caso per caso, tenendo conto anche della stagione: i peeling, per esempio, si programmano preferibilmente quando la pelle non è più esposta a sole intenso.
Il PRP è adatto a tutti?
No. Tra le situazioni in cui in genere non si esegue ci sono alcuni disturbi della coagulazione o delle piastrine, le infezioni in corso nella zona da trattare e la gravidanza. Per questo, prima di qualsiasi trattamento, il medico raccoglie la storia clinica durante la visita.
Sul sito della dott.ssa Astolfi trovi anche un approfondimento su cosa succede alla pelle dopo le vacanze. Per prenotare una visita al Centro Medico Odescalchi i recapiti sono nella pagina contatti, mentre nella pagina team puoi conoscere i medici della clinica.

